L’amicizia, soprattutto quella vera, si basa sul fatto che una persona ci piaccia, che il tempo trascorra bene e in modo piacevole quando lo si passa con lei. C’è sempre qualcosa di cui parlare e spesso anche i silenzi, con queste persone, ci dicono qualcosa. Così non mi sono stupito quando Severgnini dedica la “storia di copertina” dell’ultimo
numero di 7, il magazine del Corsera da lui diretto, per tentare di dare delle risposte alla domanda: chi sono i tuoi amici?

Ho sempre apprezzato Severgnini, sia come giornalista, ma soprattutto quando, come scrittore, ha tentato di descrivere, anche con successo, alcune italianeità, aggiungendo inoltre alcune intuizioni. Colgo quindi al volo la sua “alzata” di palla nell’ “out of the box” (7- Corsera 20/XII/2018 n.51,pag.11) per tenare una “schiacciata”: in azienda cercare sempre di poter lavorare (quando si selezionano i collaboratori, quando si compongono i team e i comitati)con “gente che ci piace”. Non cercare solo la competenza, ma con le persone cercare anche quello che, i musicisti jazz, chiamano feeling. Si aumentano le probabilità di conseguire risultati più che soddisfacenti.
Ma c’è un altro fenomeno sociale importante: i pinguini. Questa è una metafora che richiama l’idea dell’ “amicizia aumentata”. Un’amicizia che, come con il contributo del digitale per la “realtà aumentata”, tenta di allargare l’amicizia alla più ampia community da social network. Di questo fenomeno, mentre mi sono chiare le attuali conseguenze, non riesco a leggerne il risultato finale. Forse proprio il risultato finale di questa storia è ancora tutto da scrivere o forse preferiamo non leggerlo.

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