Opinioni a confronto: così parlò l’ISPI “Il mondo che verrà 2022”

Le affinità culturali si vedono anche nel modo di comunicare. Così, Ispi titola il suo Rapporto per il 2022: “Il mondo che verrà”. E anche noi in qualche modo desideriamo catturare il magico titolo di quella canzone di Lucio Dalla che suonava: “L’anno che verrà”. Aldilà di ciò, è anche vero che Ispi sugli scenari ambientali è da tempo un nostro costante punto di riferimento, validato dalla correttezza delle loro diagnosi e delle loro prognosi. Così, dopo la recente conferenza virtuale (13 gennaio) dal titolo “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Opportunità e rischi per le imprese”, il Rapporto sul mondo che verrà è il Decimo, in progressione storica, realizzato dall’Ispi e ha il pregio di offrire una lettura degli eventi di ambiente esterno con un taglio attento alle esigenze di comprensione delle imprese. Per disporre degli scenari che è opportuno considerare nelle loro implicazioni gestionali in fase di elaborazione di Piani e Budget.

Inizialmente il Rapporto regala al lettore un efficace Abstract. A latere, nelle prime pagine del Rapporto, vengono indicati sei Trend prospettici, pienamente condivisibili. Questi si aggiungono ai 10 Mega Trend da noi proposti tempo fa, che ancora oggi condizionano l’evolversi di alcuni comparti; basti pensare all’invecchiamento della popolazione che assilla il settore farmaceutico, che ne è stato l’artefice, ma stanno cambiando la domanda e le abitudini di consumo di questa fascia di consumatori, che oggi comunque grazie alla pandemia è stata spinta ad effettuare impensabili acquisti online. Ed ora ci sono anche questi 6 Trend per il 2022:

1. Per l’economia a livello globale la ripresa corre, ma attenzione che c’è ancora l’insidia dell’inflazione;

2. La transazione energetica sarà più lenta causa il “nuovo” ricorso a combustibili fossili;

3. Gli scambi globali sono incerti nelle supply chain di alcune risorse, data la loro scarsità;

4. Ci saranno nuove regole per le Big Tech?

5. L’economia dello spazio extra-terreste diventerà un nuovo Business?

6. La triade Usa-Ue-Cina tra competizione e cooperazione: con un commercio globale che scricchiola, la Cina che con Xi ha come missione la crescita, l’Africa troppo indebitata per riprendersi.

Di fronte a questi Trend è cruciale chiedersi se il loro concreto affermarsi sarà generatore di cambiamenti strutturali o più semplicemente dell’alternarsi di fasi positive e negative, con andamenti di tipo congiunturale. Quando si condividono i trend indicati, il problema per le imprese diventa quello di interpretarne l’impatto sul proprio Business. Questo è quello che si deve cercare di cogliere. Inoltre ci sembrano riflessioni di sintesi che aiutano a capire l’utilità del documento quelle riportate nella presentazione del Dossier Ispi:

“Il 2021 è stato l’anno del mondo con il fiato sospeso. L’anno della ripresa globale dopo le ondate più intense della pandemia, ma anche quello della crisi dei prezzi dell’energia. L’anno delle grandi campagne di vaccinazione, ma anche quello della “grande inflazione”. Molto di quest’anno ci proietta già nel futuro: dalle sfide della transizione verde e di quella digitale, agli ambiziosi (e già contestati) piani di investimento lanciati da Usa ed Europa. Ma molto ci proietta anche nel passato, con una globalizzazione sempre meno “globale”, una sfida tra Cina e Usa che ricorda sempre più una nuova guerra fredda (con l’Unione Europea nel mezzo), e una pandemia tutt’altro che sconfitta”.

Il 2022 si configura dunque come un anno in bilico tra opportunità̀ di ripresa e slancio verso il futuro e rischi rappresentati da nuove e vecchie aree di crisi. Ad esempio, la crescente digitalizzazione offrirà sempre più occasioni per una crescita economica all’insegna di innovazione e produttività̀, ma la necessità di regolamentare le big tech potrebbe creare frizioni internazionali e rallentare piani di investimento. La space economy potrebbe decollare definitivamente: ampie opportunità̀ si stanno aprendo per il ruolo dei privati nel business spaziale, ma in parallelo si aprirà̀ anche una nuova partita geopolitica “extraterrestre”. Inoltre, la transizione energetica potrebbe essere rallentata da un ritorno alle fonti fossili (come il carbone), mentre il mondo torna a prendere in considerazione l’energia nucleare come un’alternativa plausibile, anche se discussa. In parallelo a queste nuove sfide, su cui gli attori internazionali saranno chiamati a misurarsi, bisognerà fare attenzione ad aree di crisi più “tradizionali”: la Libia, dove la stabilità sembra ancora un miraggio (con ripercussioni su tutta l’area mediterranea), l’Ucraina, probabile nuovo terreno di scontro tra Russia e Occidente, e Taiwan, nei confronti del quale gli Stati Uniti hanno promesso di prendere le difese contro la possibile aggressività̀ di Pechino. Infine, anche nel 2022 non mancheranno appuntamenti chiave. In Brasile, dove Lula sembra spinto dai sondaggi che lo vedono in grande vantaggio rispetto al presidente uscente Bolsonaro. E soprattutto in Europa, dove i riflettori saranno puntati sulle elezioni francesi: dopo il rinnovamento della leadership in Germania (con Olaf Scholz che ha preso il posto di Angela Merkel), l’esito della corsa per l’Eliseo sarà quello che in buona parte determinerà̀ la direzione che l’Unione Europea prenderà̀ nei prossimi anni.

Qui di seguito riportiamo anche l’indice del decimo Dossier ISPI:

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