Opinioni a confronto: McKinsey e Discovery Approach

Come spesso succede, McKinsey ci stupisce con più o meno piccole, ma interessanti innovazioni. Così, invece di sentenziare cosa sarà di noi nella “nuova normalità”, semplifica e la denomina “next normality”. Inoltre, con la costanza dell’attento osservatore, descrive ogni settimana con puntualità ciò che appare dal succedersi degli eventi Covid e che può condizionare la “prossima normalità”. Una sorta di Rolling Report dal quale attingere indicazioni e spunti per quella che ci piace indicare come la capacità di “immaginare il futuro”. È proprio questa la capacità che dovremmo sviluppare nell’attuale contesto ambientale; quella di proporre, discutere e condividere scenari, nuovi e sempre più spesso difficili da immaginare, anche perché non si è abituati proprio ad immaginare.

Ma l’esortazione ad ipotizzare il futuro ci viene anche da un gruppo di intellettuali illuminati, in prevalenza del nostro Paese, coordinati dal sociologo Carlo Bordoni che nel 2016 ha pubblicato una raccolta di saggi proprio con questo titolo. Oggi più che mai è imprescindibile cercare di immaginare il futuro, non nel tentativo di essere l’oracolo di Delfi, ma con l’idea di prepararsi ad alcuni cambiamenti certi, poiché evidenziati da segnali forti emersi nel passato o a segnali anche deboli, ma per eventi scritti nel presente. McKinsey propone, ogni sette giorni, un contributo nella Rubrica “Covid-19: implications for Business” dove viene presentata, in una sorte di processo di apprendimento online, un’idea per indirizzare i comportamenti durante questa pandemia che, quando sembra lasciarci uscire liberi, ci costringe a ritornare “prigionieri” di un lockdown più o meno virtuale. È dal marzo 2020 che viene predisposto questo documento al fine di condividere i risultati della ricerca sull’emergenza sanitaria che sta affrontando il mondo e dei cambiamenti da questa indotti.

Gli ultimi tre contributi sono in proposito molto emblematici:

1. COVID-19: Nota informativa n. 89, 26 gennaio 2022 dal titolo: Affrontare l’altra grande crisi globale. Oltre al Covid vi è un’altra possibile fonte di crisi e questa pone minacce alle vite e ai mezzi di sussistenza: questa crisi è quella legata al cambiamento climatico con la necessità in tempi sempre più brevi di passare ad un mondo a zero immissioni.

Nelle due precedenti settimane erano stati pubblicati:

2. COVID-19: Nota informativa n. 88, 19 gennaio 2022 dal titolo: Le ricadute della pandemia richiedono azioni mirate. In quei segmenti di mercato dove inizia ad intravvedersi in modo chiaro quale sarà la “prossima normalità” bisogna intervenire in modo rapido e focalizzato; la “jolting” growth” (crescita sbalorditiva) sarà tale poiché avrà un suo modello di manifestazione diverso da quelli di crescita cui eravamo abituati;

3. COVID-19: Nota informativa n. 87, 12 gennaio 2022 dal titolo: Le persone sono il carburante che alimenterà la prossima rivoluzione industriale. Le tecnologie aiutano le persone, ma solo se le persone vogliono e accettano di essere aiutate. Nell’articolo viene riportato un esempio ad alto impatto da ricordare: è quello dei vaccini; nonostante tutto qualcuno ha rifiutato la tecnologia e l’efficacia del rimedio si è ridotta, mentre il digitale ha in parte sopperito ai contatti fisici nelle fasi di lockdown.

Ecco, dunque, che da questa impostazione ci giunge una forte indicazione: mai abbassare lo sguardo dall’orizzonte per chiedersi dove ci sta proiettando il presente, quale sarà la nuova normalità. Ma c’è di più. Tutte queste idee e queste suggestioni vengono riprese sempre da McKinsey a questo link. Ed è così che veniamo aiutati anche noi a configurare quella che ipotizziamo sarà la nostra “Next Reality”.

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