Una recente critica alle modalità comunicative seguite dal Prof. Burioni, anche dopo la sua apparizione a Che tempo che fa (7 ottobre 2018), ha aperto un acceso dibattito su quali debbano essere le scelte di chi vuole comunicare su temi scientifici, in modo da divulgarli e quindi renderli comprensibili ad un’ampia platea non “tecnica”. Sono stati i problemi di Zichichi quando doveva presentare i buchi neri, di Piero Angela quando ha progettato Quark e li aveva persino affrontati Albert Einstein quando scrisse “Relatività. Esposizione divulgativa” (Bollati Boringhieri, Torino 1960).

Ne risulta che questo articolo di Andrea Grignolio (Università San Raffaele), pubblicato su Wired ci consente di richiamare l’attenzione, più in generale, su un tema non sempre ben focalizzato: la comunicazione. Ed inoltre di ricordare i diversi livelli che la comunicazione deve e può avere. Senza mai dimenticare la necessità di differenziare in considerazione del canale prescelto per comunicare, del contesto in cui la comunicazione si svolge e del livello culturale del destinatario di quanto si vuole comunicare.
Così, una comunicazione efficace è il frutto di un mix di scelte che muovono dalla corretta definizione del messaggio che si vuole comunicare (cosa comunicare, contenuto), a chi lo si vuole comunicare (destinatario del messaggio). Solo dopo aver definito questi aspetti la comunicazione si caratterizzerà per la scelta del mezzo di comunicazione e poi delle modalità di comunicazione dei contenuti (ad esempio quali parole o quali metafore o quali immagini utilizzare), senza dimenticare di considerare il contesto storico e culturale nel quale si comunica.
Le capacità di comunicazione efficace per un manager fanno parte di quelle che vengono indicate le soft-skills di chi è chiamato poi a “fare management”. Pertanto, essendo quella della comunicazione un’area di assoluta rilevanza, è giusto ricordare che tra le varie scuole di pensiero che se ne sono occupate c’è anche la Programmazione Neuro Linguistica (PNL – Neuro-Linguistic Programming). Fra i contributi che si suggerisce di considerare vi è quello di uno dei più importanti studiosi di Pnl: Robert Dilts. Il suo libro: Leadership e visione creativa, anche in considerazione del positivo riscontro ricevuto dal mercato, è stato recentemente ristampato da A. Guerini & associati (Milano, 2016). Non può non essere letto. Vi è un intero capitolo –il sesto- che offre dei suggerimenti per una comunicazione efficace.

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