Sono passati più di 25 anni dal momento in cui il mondo, anche grazie a Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, ha avuto a disposizione il Web e quindi, a questo punto, si possono e si devono fare delle scelte per qualificare la Digital Strategy della propria impresa. Ma la prima questione fondamentale è: qual è stato e quale sarà l’impatto delle tecnologie digitali nel business in cui opera la mia realtà?

Dalla risposta a questa domanda è opportuno muovere per decidere se fare poco o niente oppure se, come già indicava Dematté (2001) decidere di “mettersi in rete”. In questo secondo caso, alternativa oggi quasi forzata se si vuole continuare ad esistere in un mondo sempre più liquido, si deve poi decidere se essere un follower o essere alla guida nell’innovazione tecnologica attraverso le applicazioni sempre più avanzate, offerte dalle continua evoluzione del digitale.
Così Andrea Cioffi nel suo Digital Strategy (Hoepli, Milano 2018) descrive in modo efficace e originale che, se si decide di mettere la propria impresa in rete, allora è necessario:

a) definire il posizionamento che ci si vuole dare in termini di canali digitali;

b) l’allineamento delle variabili dalle quali dipende la creazione di valore economico;

c) l’allineamento dei processi comunicativi;

d) gli strumenti e le modalità per dare attuazione alla strategia;

e) una misurazione delle performance selettiva dato, “l’Eldorado fatto di numeri troppo facilmente misurabili” con i social media;

f) una progettazione organizzativa della funzione digital. Ad ognuno di questi punti l’Autore dedica un capitolo.

D’altra parte è in questa direzione che si deve lavorare se si vuole creare un’impresa realmente 4.0

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