Caro Gianfranco mi ritornano alla mente alcune parole di Cesare Pavese sul nostro inevitabile “finale di partita”: «L’uomo mortale, Leucò, non ha che questo d’immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia».
Così quando in un articolo del riportavi l’attenzione su “Esistono ancora i maestri?” (Economia & management-E&M, n.6-2007) eri consapevole della risposta affermativa che qualcuno avrebbe dato. Tu per me sei stato un “punto di riferimento”. Ma i tuoi meriti vanno ben oltre. Nei primi anni ottanta sei stato con Claudio Demattè e Vittorio Coda una delle persone che ha fatto molto per lo sviluppo della Scuola di Direzione della Bocconi. Basti ricordare che è grazie a te se all’inizio in quegli anni è decollato il Copas (Corso di pianificazione e analisi strategica), con un parterre che vedeva coinvolti i migliori docenti di strategia aziendale di quegli anni, come Igor Ansoff e Richard Normann . E questo consentì alla Sda-Bocconi un vero salto di qualità. Fu il programma di executive education più prestigioso fra i molti.
Da quell’esperienza nacque il primo libro italiano dedicato alla Strategia Sociale (Strategia sociale dell’impresa, Etas Libri Milano 1984), da te curato e dove tra i vari contributi vi era anche quello di I. Ansoff. D’altra parte l’attenzione alle implicazioni sociali del fare imprese era legata ai tuoi valori. Valori che trasparivano in modo chiaro in un altro libro all’epoca premonitore di un tema che sarebbe diventato scottante per molto imprese italiane: La successione familiare in azienda (Etas Libri, Milano 1990).
Ma quegli stessi valori sono stati riaffermati con costanza e coerenza nella rubrica “Fuoricampo” da te curata su “Economia & Management”, la Rivista della Sda voluta da Claudio Demattè. In questi editoriali emergeva la tua passione per lo sport. Una passione che hai sempre coltivato e che ti ha portato a scrivere i tuoi ultimi libri. Tra questi ricordo: Diritto allo stadio. Sport, costume e valori (Vita e Pensiero, Milano 2005). Un libro che trova una sua sintesi nell’articolo Il valore dello sport, pubblicato sulla rivista Vita e Pensiero, n.3 -2006.
Inoltre proprio un tuo articolo mi ha spinto ad ampliare i miei studi all’analisi dello scenario: L’eredità del passato e il futuro prossimo venturo (Economia & Management, n.3-2000).

Grazie per gli anni in cui abbiamo lavorato insieme, per avermi dato l’opportunità di confrontarmi con te e di avere avuto da te preziosi suggerimenti di vita. D’altra parte anche nel titolo di uno dei tuoi “Fuoricampo” ricordavi che nei comportamenti delle persone: Sono i valori che contano (E&M, n.1-2009).