Gli esercizi non finiscono mai, poiché, come si ricorda Eduardo De Filippo, sono gli esami che, nella vita, non finiscono mai. Per trovarsi pronti a questi esami può essere utile esercitarsi. Fare planning & control concettualmente non è difficile. È più difficile “far girare” i numeri che servono a tal scopo. Se ci si innamora dei numeri si rischia di fare “management for numbers”, mentre il segreto è fornire le poche informazioni che servono a fare “management through numbers”. Così, esercizi e casi aziendali possono aiutare a capire. Fortunatamente anche nella letteratura italiana si è seguita la prassi delle Business School statunitensi del Text & Cases. Nell’area planning & control rimane unico e inimitabile il lavoro di Robert N. Anthony “Management Control Systems”, che può essere abbinato ad un altro volume destinato a presentare gli strumenti del controllo di gestione (“Management Accounting”). Questi due libri di “Texts & cases” rimangono i “testi sacri” per chi si occupa di questi temi. Non possono non essere conosciuti.

In particolare, “Management Control Systems” (Richard Irwin Ed., divenuto poi McGraw-Hill) sin dalla prima edizione del 1965, si presentava come un lavoro frutto di un confronto tra i migliori studiosi della materia. Così, all’inizio con Anthony fu coautore John Dearden e poi Richard Vancil per finire nella sua 12° Edizione (2007) con Vijay Govindarajan. Nel tempo, il libro si è costantemente arricchito nei contenuti e nei casi aziendali, arrivando a cogliere e dare evidenza ai cambiamenti necessari negli strumenti e nelle logiche di utilizzo degli stessi. Dando evidenza alle differenze dei sistemi di pianificazione e controllo con riferimento a differenti realtà organizzative.

La tradizione da noi è meno ricca. Io ho sempre cercato di imparare da quell’approccio, ma spesso mi hanno scoraggiato. Esercizi e casi sono stati sempre stati considerati solo funzionali alla didattica e ad un processo di apprendimento basato sulla pratica. Di conseguenza meno importanti sul piano scientifico. Italica stortura accademica che ci ha portato a scrivere e leggere riflessioni di alcuni studiosi prive di ogni fondamento empirico. Peraltro, nell’impostare le mie attività didattiche a livello universitario non ho mai tradito la didattica dei casi e negli anni ho sempre predisposto volumi di casi aziendali per alcuni dei quali sono stato anche l’estensore. Ancora oggi ritengo questa prassi di ricerca ancora efficace e forse, per alcuni temi, insostituibile.

Da noi negli ultimi anni si sono intensificate le pubblicazioni di alcuni volumi in questa direzione, l’ultimo dei quali è di C. Ostinelli e S. Colombo “Management Accounting” (A. Guerini, Milano 2020). È un “manuale” destinato sia agli studenti dei corsi di Economia e Management, sia anche a tutti quei professionisti che desiderino riprendere e comprendere appieno i vari metodi di calcolo dei costi, che desiderino applicare concretamente la frase “costi diversi per scopi diversi”, che aspirino ad elaborare in modo efficace il budget e disegnare un sistema di reporting a supporto e rispondente alle esigenze di guida di un’impresa.

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