Uno dei nostri Knowledge Partner, l’editore A. Guerini, è sempre attento alle novità editoriali, ma anche alle principali innovazioni che caratterizzano il nostro quotidiano, come il digitale e le tecnologie abilitanti. Così, il catalogo della società ha una serie di titoli che affrontano aspetti come l’industry 4.0 e poi aspetti più tecnici come Blockchain e Artificial Intelligence. Non mancano infine libri che aprono e stimolano dibattiti culturali come il recente contributo di Francesco Varanini. Già il titolo ne richiama i contenuti che traggono linfa dalla nostra storia culturale: “Le cinque leggi bronzee dell’era digitale”. E poi in modo provocatorio questo titolo viene completato con un “…e perché bisogna trasgredirle”. Un libro da leggere per capire tecnologicamente che futuro ognuno di noi desidera vivere.

Inoltre, da questa pubblicazione ne è scaturito un ciclo di sei incontri-dibattito con un titolo ancor più incuriosente: “Per una Critica della politica digitale”, che in Italia è anche interessante chiedersi se esiste e quale sia. Per realizzare questi incontri, la Casa Editrice e Francesco Varanini si sono appoggiati alla piattaforma della Casa della Cultura di Milano. I sei incontri, ormai svolti, sono però stati registrati e sono disponibili a questo link

, o andando direttamente su Youtube e digitando il nome di Francesco Varanini che, come si è detto, è stato l’ideatore e coordinatore di questo ciclo di incontri. L’ultimo (25 febbraio 2021), ha rappresentato un’occasione di riflessione per chi è persona sensibile ai temi sociali dell’occupazione sottesi alla digitalizzazione. Per saperne di più si riporta la scaletta pubblicata nella locandina della Casa della Cultura.

Giovedì 25 febbraio, ore 18-20 – Politiche per il lavoro umano: Di fronte a macchine-Intelligenze Artificiali, algoritmi, robot, fabbriche automatiche- capaci di sostituire in toto il lavoro degli esseri umani, non basta più parlare di ‘politiche del lavoro’: si deve parlare di politiche per il lavoro umano. Il lavoro non è per l’essere umano solo cessione di tempo o conoscenze in cambio di una remunerazione. Il lavoro è esperienza vitale. Dunque, anche quando il lavoro sia svolto da macchine autonome indipendenti dagli esseri umani, ed anche quando ad ognuno sia garantito un salario sociale, in quanto esseri umani dovremo interrogarci ancora in merito al lavoro. Il tempo liberato dovrà essere colmato di impegni che evitino all’essere umano la passività del mero consumatore, l’inanità. Ciò che chiamiamo hobby o attività svolta per diletto è in realtà lavoro. Sembra dunque opportuno cercare nuovi ‘patti per il lavoro umano’. Nei patti dovranno essere necessariamente coinvolti i tecnici progettisti delle macchine. Perché deve in ogni caso essere chiara la responsabilità di esseri umani che progettano la sostituzione di esseri umani con macchine (Michele De Rose, membro della Segreteria Nazionale FILT-CGIL; Alberto Peretti, filosofo, fondatore Genius Faber, cofondatore Impresa21; Luciano Pero, consulente e ricercatore). Qui la registrazione video dell’incontro.

Il dibattito forse non si ferma qui.

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