Così titolava un libro del grande vecchio del Dartmouth College: il prof James Brian Quinn (Free Press 1997). E così dovrebbe essere oggi per passare senza problemi oltre la fase 3 del Covid-19. Per fortuna non mancano continui stimoli. Tra questi il primo volume della collana “The future of management” curata da Alberto Mattiello per i tipi A. Guerini (Guerini Next, Milano 2019).

È una raccolta di alcuni importanti e recenti articoli della rivista Mit Sloan Management Review. Tra i 23 contributi raccolti se ne segnalano tre: “Storie della frontiera digitale” di Paul Michelman, uno degli editor della rivista, “L’avvento delle macchine strategiche” di T. Hayes e Tom Davenport e l’articolo di Rita Gunther McGrath, l’ormai affermata stella del firmamento Columbia University, “La vostra azienda è pronta ad agire come un mercato”.

La fonte degli articoli è autorevole: sul ruolo che l’evoluzione delle tecnologie digitali sta avendo sul modo delle imprese e l’Mit che ci offre stimoli rilevanti anche in termini di innovazione gestionale, spesso in parte dimenticata a favore dell’innovazione di prodotto. Così come suggerisce il sottotitolo della raccolta nei suoi contributi aiuta a “capire come la tecnologia riscrive la genetica delle organizzazioni”.

Il curatore d’altra parte è conosciuto al parterre dei lettori Guerini, avendo già pubblicato per lui, un suo lavoro “Mind The Change” (Milano 2017), dove oltre agli impatti digitali, si sottolineava con enfasi l’incredibile rivoluzione nel passare dal tradizionale Business to consumer (B2C) al nuovo paradigma Consumer to Business che saranno le tecnologie ad imporre. Abbiamo fatto ormai molta strada lungo il percorso degli impatti delle tecnologie nel mondo delle aziende. C’è chi questo percorso lo ha affrontato in modo più “filosofico-umanistico”. È il caso del libro di Francesco Varanini “Macchine per pensare”, (Guerini, Milano 2015), che già dal titolo lascia intuire quale sarà il ruolo della persona rispetto alla macchina anche in contesti tecnologici avanzati (AI-Artificial Intelligence). C’è chi invece, proprio grazie all’Intelligenza artificiale (AI), suggerisce un nuovo rapporto uomo-macchina presentando nuovi strumenti (l’ipotesi di creare uno “spazio fantasma”) e nuovi princìpi organizzativi. A muovere in questa direzione sono P. Daugherty – J. Wilson “Human + Machine” (Guerini Next, Milano 2018).

Insomma, l’Innovation explosion nel management iniziata nel 1997 sta ancora producendo nuove suggestioni, nuove emozioni e nuove spinte verso un cambiamento profondo: l’impresa Virtuale.

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Foto di ar130405 da Pixabay