Tre insegnamenti ci sono stati impartiti da questa pandemia: rimanere soli è molto triste, la natura ha precisi limiti di sopportazione e le risorse finanziarie sono davvero limitate. Questi tre insegnamenti sono il cardine di una visione sostenibile dell’agire di impresa. Non è l’intuizione di qualcuno né qualcuno che ce lo impone. È il mondo che si è reso conto delle difficoltà di andare avanti con il modello e la visione capitalista di cui una delle frasi più significative è “business is business”, una sorta di remake di quello che i gladiatori si dicevano nell’arena: “mors tua vita mea”.

Ma non è così. Bisogna cambiare modello. Il nuovo modello è quello dell’attenzione agli impatti ambientali e tra questi alla capacità di entrare nelle logiche dell’economia circolare: tutti gli scarti si valorizzano e nulla si butta.

Ma non basta.

La Sostenibilità per le imprese deve dunque diventare una soluzione “di serie”. I primi che arriveranno a coniugare la sostenibilità avranno, almeno per qualche tempo, un poderoso vantaggio competitivo. Questo, per chi è alla ricerca di vantaggi competitivi da sostituire ai vantaggi competitivi difendibili, che secondo Rita Gunther McGrath sono scomparsi o stanno scomparendo, può rappresentare una soluzione esiziale. Si noti che alcuni tra i primi riusciranno, come era successo per i precursori della qualità, a farsi finanziare i loro investimenti in sostenibilità. Magari solo in parte, ma ce la faranno.

Per contro chi ci arriverà dopo si potrà solo adeguare. Sosterrà gli investimenti, ma senza averne benefici tangibili, se non quello di continuare ad esserci. La letteratura sulla Sostenibilità è molto ampia, è cresciuta negli ultimi tempi e al punto che ci si potrebbe perdere. Presto dedicheremo un post a questo tema che è molto più di un’ondata. È uno tsunami. Così al momento si possono solo sfruttare gli ultimi giorni di queste festività di reclusione ma anche di riflessione leggendo le proposte di uno tra i più autorevoli studiosi di strategia: Michael Porter. Si tratta di 3 articoli sui tre temi della Sostenibilità. Con questi articoli, dimostrando la sensibilità tipica delle “beautiful mind”, Porter ci aiuta a riflettere:

Porter M.E. – Van Der Linde C., Green And Competitive: ending the Stalemate. Harvard Business Review, September-October, 1995

Porter M.E. – Kramer M.R., Strategy and Society: The Link Between Competitive Advantage and Corporate Social Responsibility, Harvard Business Review, December, 2006

Porter M.E., Creating Shared Value. Harvard Business Review, January, 2011

Oltre alla suddetta lettura può aiutare a comprendere la portata del nuovo approccio qui indicato la visione del video “Rethinking capitalism”

Non sarà quindi solo il 2021 quello che ci richiederà un profondo ripensamento dei modelli ai quali rifarci nel fare impresa. Anche gli anni successivi saranno impegnativi. D’altra parte, anche l’Onu incalza con i suoi 17 obiettivi Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tutto questo ci fa pensare che le realtà di impresa tenderanno a divenire “multi-purposes”. Si tratterà di un passaggio epocale, che implicherà un cambiamento strutturale. E significherà maggiori difficoltà, come sempre succede quando nelle nostre azioni individuali non possiamo più permetterci di essere egocentrici ma dobbiamo essere attenti anche alle esigenze di tutti gli altri: gli stakeholder.

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