L’articolo di R.Clark e B. Saxberg 4 Reasons Good Employees Lose Their Motivation (HBR, march 2019) ci ricorda come spesso si sia in difficoltà nel motivare in modo efficace i dipendenti, soprattutto quelli che vanno perdendo motivazione. La ricerca, condotta dai due studiosi indica che i manager devono innanzitutto identificare in modo corretto la ragione della mancanza di motivazione di un dipendente prima di escogitare una soluzione. Queste ragioni possono rientrare, a loro avviso, in una delle quattro categorie chiamate «trappole per la motivazione» (Motivation trap)
Queste trappole sono:

1) un mismatch di valori: al dipendente quell’attività non interessa, non è motivato a svolgerla
2) una mancanza di auto-efficacia: la persona pensa di non essere in grado di fare una certa cosa
3) emozioni dirompenti: quando i lavoratori sono consumati con emozioni negative come ansia, rabbia o depressione, non saranno, con molta probabilità, motivati a svolgere determinate attività
4) errori di attribuzione alla persona: questa trappola scatta quando i dipendenti non riescono ad identificare con precisione il motivo di quello che fanno o quando attribuiscono quello che fanno a una ragione che sfugge al loro controllo

Ognuna di queste quattro «motivazioni trap» ha cause distinte e ad esse è opportuno rispondere con strategie specifiche per liberare un dipendente da queste sue possibili frizioni. Identificare esattamente quale trappola ha irretito il tuo collaboratore e applicare l’intervento mirato può aiutare a far ripartire le cose. Pertanto valutare attentamente la natura del fallimento motivazionale – prima di agire – è cruciale. Applicare la strategia sbagliata (ad esempio, spingere un dipendente a lavorare di più, quando il motivo è che sono convinti di non poterlo fare) può effettivamente ritorcersi contro, facendo sì che la motivazione vacilli ulteriormente.

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