Nell’ottobre del 2017 Porter ammoniva: la vostra impresa ha già una strategia per la realtà aumentata? Sono passati nove mesi da quell’articolo e nove mesi nell’era digitale valgono quasi quanto un quinquennio dell’era analogica. Così è consolidato che le macchine hanno imparato ad imparare e con la loro “intelligenza” stanno entrando anche nella gestione d’impresa. In questo contesto è opportuno capire quale ruolo saranno chiamate a svolgere le persone.

Un white paper di Sas, rivolto agli executive, costringe a riflettere sull’Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence- AI), sul suo ruolo per individuare con quali soluzioni questo ruolo potrà essere valorizzato dalle persone. Penso sia molto vera l’affermazione: se la conosci la gestisci, poiché evitarla probabilmente sarà impossibile.

In proposito appaiono preziosi, anche per l’autorevolezza degli autori, i suggerimenti offerti da Davenport -Mahidhar e Malone in due articoli apparsi sul numero 2-Summer 2018 della Sloan Management Review. Il primo è What’s Your Cognitive Strategy?

Agli occhi dei vertici di molte aziende, l’intelligenza artificiale e le tecnologie cognitive sono le forze più dirompenti che si configurano verso un orizzonte che non è poi così lontano. Ma la maggior parte delle organizzazioni non ha una strategia per affrontarla e gli autori indicano quali possano essere.

Il secondo articolo di Thomas Malone: How Human-Computer ‘Superminds’ Are Redefining the Future of Work, muove dalla constatazione che praticamente tutte le principali conquiste umane sono state frutto di attività collegiali e non di singoli individui. Man mano che si sono incorporate le tecnologie intelligenti nei processi tradizionalmente umani, è venuta emergendo una forma di collaborazione ancora più potente: la nascita di “Super-menti”, nate dal binomio computer-persone.

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