Anni fa in Liuc ho avuto la fortuna di conoscere un fine conoscitore di quella complessa e smisuratamente ampia materia che è la storia: Giulio Sapelli. Esce in questi giorni un suo ennesimo lavoro che per le riflessioni e gli stimoli merita di questi tempi una precisa attenzione. Sapelli parte da un’affermazione, che mai come in questi giorni, suona come monito: “Si deve conoscere la storia se si vuole capire il mondo”. Un monito rivolto a noi comuni mortali, ma anche e soprattutto ai molti commentatori degli episodi di guerra, le cui immagini scorrono in questi giorni con continuità sui teleschermi, sui social network e sulla vecchia, ma intramontabile stampa.

Per molti commentatori la storia è quella che si è studiata sui banchi di scuola, ma questa crisi viene da lontano e i blocchi contrapposti Stati Uniti e Russia vanno analizzati nelle loro evoluzioni posto che comunque entrambi hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. Ma l’attuale crisi va letta da due angolazioni di lettura: la prima è economica, e sempre Sapelli in un’intervista ci ricorda il problema del gas che è anche la conseguenza del non aver capito e appoggiato a suo tempo Enrico Mattei (ci sono su youtube diversi video, alcuni realizzati proprio da Sapelli sulla figura e le strategie di Mattei). E condivido la valutazione, sempre di Sapelli, sullo stato mentale di Putin

Tuttavia la seconda angolazione è geopolitica. Se ci si pone in quest’ottica la “follia” di Putin emerge in tutta la sua lucidità, poiché era altrettanto “folle pensare” che una Russia sempre più schiacciata entro confini ristretti dimenticasse di essere stata un Impero. Per di più il momento storico attuale presenta un momento di debolezza per l’Occidente: sono apparsi deboli gli Stati Uniti (leggi ritirata dall’Afghanistan) e l’Unione Europea, con il passaggio da 9 a 27, ha commesso nel tempo il solito errore del “jurassico”: essere convinti che più sei grande e più sei forte.

Forse per capire il punto di vista di Putin può anche essere utile guardare questa carta geografica di fronte alla quale mi ero trovato in occasione di un lavoro a San Pietroburgo: cambia l’orientamento e l’Europa Occidentale non è più quella centrale. In questo contesto geografico dove sono gli sbocchi al mare per la Russia? Solo a est di Mosca dove peraltro, sino ad oggi, le acque sono ghiacciate per periodi dell’anno abbastanza lunghi e dove ci sono solo gli orsi bianchi, peraltro anche loro in via di estinzione.

Il nostro emisfero visto da Mosca

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