Dalle pagine del Sole 24 Ore arrivano esperienze che sembrano indicare nella resilienza un elemento portante per adattarsi e reagire efficacemente ad evento inatteso ad alto impatto strategico-organizzativo (il famigerato cigno nero).

Sono due articoli di Andrea Porcu che dalla sua postazione di Direttore Generale, in prima linea, in questi giorni propone alcune riflessioni. A questa voce si aggiunge un terzo articolo della McKinsey (noi vi abbiamo segnalato il primo).

Si legge in questo contributo: “In an unfamiliar crisis, the nerve center concentrates crucial leadership skills and organizational capabilities and gives leaders the best chance of getting ahead of events rather than reacting to them”. È quindi opportuno creare una “unità di crisi” (o centro nevralgico). È opportuno inoltre seguire, nell’affrontare i singoli problemi, un accurato, ma rapido processo articolato in queste 4 fasi che ci vengono dalle lezioni apprese dalle passate crisi vissute: Discover, decide, design, deliver.

La rapidità nella presa di decisioni e nella loro attuazione sembra dunque emergere come esiziale. Noi ne siamo più che mai convinti. Qualche anno fa si scrisse: fare business in un contesto ipercompetitivo è come fare rafting. E con il Covid-19 l’intensità delle rapide è aumentata in modo improvviso e spaventoso.

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