Cosa si può fare per gestire un evento ambientale inaspettato, qualora non ci si sia preparati? Un suggerimento ci viene dal prof. Karl E. Weick e Kathleen M. Sutcliffe, della University of Michigan Business School, che hanno messo a punto un contributo originariamente pubblicato nel 2001 e via via affinato negli anni.

Così, la terza edizione di “Managing the Unexpected. Sustained Performance in a Complex World” (Wiley, 2015) potrebbe offrire, allo stato attuale dei fatti, una preziosa fonte di idee e di suggerimenti. I due autori scrivono nella Prefazione di questa terza edizione: “unexpected events can be disorganizing. It takes both anticipation and resilience to manage unexpected disruptions, a combination that we call mindful organizing. This pattern was implicit in the original studies of high reliability organizations (HROs) and become more explicit as a more varied set of organizations were examined. These increase in variety, however, did not always deepen our understanding of the basic processes involve“.

E l’indice del libro evidenzia i 5 Principi di una HRO:

  • Chapter 1 Mismanaging the Unexpected
  • Chapter 2 The Infrastructure of Mindful Organizing
  • Chapter 3 Principle 1: Preoccupation with Failure
  • Chapter 4 Principle 2: Reluctance to Simplify
  • Chapter 5 Principle 3: Sensitivity to Operations
  • Chapter 6 Principle 4: Commitment to Resilience
  • Chapter 7 Principle 5: Deference to Expertise
  • Chapter 8 Organizational Culture and Reliability
  • Chapter 9 Sustaining Sustained Performance

Tra questi 5 princìpi, due, il “Commitment to Resilience” e la “Deference to Expertise”, sono gli atteggiamenti organizzativi da stimolare quando si tratti di tentare di gestire in presenza di un evento inatteso come il Covid-19.
Per gestire al meglio questo evento, ritengo sia necessario capirne gli impatti “non usuali” (è un evento unico, non è una crisi economica) e tentare di elaborare uno scenario prospettico.

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