Nello scrivere di Ipercompetizione, di solito sottolineo che uno degli elementi caratterizzanti è la turbolenza ambientale. Con questo termine, mi riferisco ad eventi difficilmente prevedibili, ma che quando si verificano hanno un’intensità e una rapidità di manifestazione incredibili. Un evento ambientale di questo genere è di sicuro la pandemia che stiamo vivendo.
Ma quello che mi preoccupa è che siamo talmente abituati ad un mondo diverso, con meno sorprese o «cigni neri» che raramente ci preoccupiamo di seguire la sequenza

Scenario —> Cigno nero, talmente importante nei suoi impatti da spingermi ad elaborare un —> Contingency plan

non per prenderci, ma per anticipare le cose da fare e per tentare di minimizzare i danni e i costi di una ritardata risposta. Un esempio: sto vivendo, come molti altri docenti universitari, il fatto di non poter più svolgere la mia attività: lezioni in classe reale, esami, tesi e discussione delle tesi in seduta di laurea aperta al pubblico. Tutto cancellato, ma quanta fatica e quanto tempo è costato trovare le più efficaci soluzioni online?

Forse si fosse fatta un’ipotesi prima…

Leggi articolo Wired: La pandemia di coronavirus non era imprevedibile. Ma il mondo è impreparato.

Ascoltate anche cosa affermava Bill Gates durante un Ted Talk nel 2015. Il fondatore di Microsoft, partendo dall’esperienza dell’Ebola, ipotizzava già che a “uccidere nei prossimi anni milioni di persone non sarà un conflitto ma un’epidemia”. “È arrivato il momento”, suggeriva Bill Gates, “di mettere in pratica ogni buona idea, dalla pianificazione degli scenari, alla ricerca sui vaccini, alla formazione degli operatori sanitari”. Vedi il video

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