Le varie aree gestionali di un’azienda spesso sono soggette a moda: ricevono attenzione dalla letteratura per il ruolo che possono svolgere, poi vengono dimenticate e infine tornano a ricevere le opportune attenzioni. Di certo la vecchia impostazione che vedeva nel buyer valido quello che spuntava i prezzi di acquisto più contenuti è definitivamente tramontata. Quello che conta oggi sono la continuità di fornitura, che su certe materie prime è tutt’altro che scontata, e la qualità del prodotto/servizio offerta dal fornitore.
Ne consegue che il rapporto di fornitura va configurandosi applicando le logiche della partnership più che quelle della spremitura economica del fornitore in fase di negoziazione. Se quindi le logiche diventano quelle della scelta dei fornitori con i quali fare business (e non quelle di tentare di fare business a spese del fornitore) per il responsabile degli acquisti diventa rilevante:

-riuscire ad apprezzare l’affidabilità strategica ed eco-fin di un fornitore;
-comprendere, magari utilizzando dei modelli di simulazione eco-fin, gli impatti strategici (continuità del servizio) ed economici (prezzi di acquisto-quantità e quantità delle scorte) della manovra di una leva delicata come quella degli acquisti.

Queste due azioni sono tanto più importanti quanto più il peso percentuale degli acquisti (materie prime o componenti di un prodotto finito) in conto economico supera il 30% dei ricavi. È un’area con interessanti potenziali applicativi di principi e tecniche non solo di gestione operativa ma di strategia. In proposito si ritiene utile leggere: Purchasing strategies and Supplier Selection

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