Strategy needs Creativity è un’importante riflessione che Adam Brandenburger ha proposto nel numero di Marzo-Aprile 2019.

Quando nelle scuole di economia e management viene insegnata la strategia, si fanno studiare diligentemente il modello delle cinque forze competitive e quello della «value chain» di Michael Porter e si presentano le indicazioni della scuola di valore economico, si discute la Swot analysis e altre tecniche, ma spesso saggiamente li si avverte che le strategie di «cambio di gioco» (the game-change strategies) nascono da qualcosa di creativo, come direbbe Steve Jobs dalla «capacità di connettere cose» in modo originale.

Per generare strategie pionieristiche, i dirigenti hanno bisogno di strumenti esplicitamente progettati per promuovere la creatività. Un certo numero di tali strumenti esiste già, spesso in forme amichevoli per i professionisti. Prendono la loro ispirazione più da come funzionano i nostri processi mentali che da come sono strutturate le industrie o i modelli di business. In questo modo possono aiutare gli strateghi a inventare un modo veramente nuovo di fare business.

L’autore esplora quattro approcci ad una strategia che preveda dei «cambi di gioco»:

1. Contrasto. Identificare e sfidare le assunzioni che sottendono lo status quo
2. Combinazione. Connetti prodotti o servizi che sembrano indipendenti o in tenue collegamento tra loro
3. Vincoli. Muovendo dalla Teoria dei vincoli, analizzali e trasformali in punti di forza.
4. Contesto. Considera come un problema simile sia stato risolto in un contesto completamente diverso: possono emergere intuizioni sorprendenti. La contestualizzazione aiuta non solo a capire, ma a generare nuove idee.

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