Con particolare stupore, ma in positivo, ho scoperto che gli italiani hanno comprato libri. Nei video dei collegamenti da casa dei personaggi più diversi, sono spesso apparse biblioteche invidiabili almeno per numerosità dei volumi, Pertanto, se le persone in questi giorni non si sono prestate reciprocamente i libri, e le biblioteche erano reali, possiamo affermare che abbiamo avuto sfondi da Accademia letteraria. Così diventa divertente riflettere su questi “patrimoni” e su come valorizzarli, anche raccogliendo dal web alcuni suggerimenti sulle possibili strutture logiche da applicare nella collocazione dei libri nelle biblioteche.

Penso che ognuno di noi abbia ed applichi dei suoi criteri personali. Ma può essere interessante scambiarsi le esperienze. D’altra parte, la scelta è tanto più delicata quanto maggiore è il numero dei libri da posizionare. Vi presento i miei criteri di archiviazione in biblioteca. Sono i seguenti:

a) I libri di management per aree tematiche (ad esempio pianificazione, controllo costi, finanza, marketing, organizzazione, gestione del personale, apprendimento organizzativo, tecnologie ed evoluzione degli scenari). Ma condivido con mia moglie tanti “libri non di management”. Questi li organizzo per macro-discipline: sociologia-filosofia, storia, geografia-viaggi, mentre, nel caso della letteratura varia (saggistica e poesia) per autori;

b) I libri per me più interessanti vengono posizionati nella libreria ad altezza sguardo e facili da prelevare, gli altri scivolano o verso il basso o verso l’alto;

c) Il libro prima di essere inserito in biblioteca viene catalogato utilizzando un semplice “database” in excel, con i dati base da bibliografia: nome dell’autore, data di pubblicazione, titolo del libro, casa editrice e città; ma non è tutto. Si compila una breve “scheda di valutazione” (temi trattati) quando il libro viene letto o anche più semplicemente consultato. Questo per fare in modo che vi sia facilità nel recuperarlo per la sua validità e i suoi contenuti. Il “database” per la sola sezione management è integrato da un’analoga registrazione degli articoli di management che mi sembrano nel tempo più rilevanti e innovativi nelle varie aree. Ciò richiede una raccolta o una consultazione sistematica di alcune riviste italiane ed estere. E questo vale per quelle più prestigiose, che ricordo, a mio avviso, sono: Administrative Science Quarterly, Harvard Business Review, Sloan Management e alcune riviste dell’editore Elsevier.

Ancora un’ultima questione di metodo: la catalogazione dei materiali proposta va fatta sin dai primi anni in cui si iniziano a “collezionare” libri e articoli; se ci si muove quando i materiali sono già numerosi, si rischia di iniziare il lavoro ma perdere entusiasmo strada facendo. In tal modo ho invece creato un mio piccolo Knowledge system, che mi consente, in base alle esigenze, di reperire facilmente i vari materiali e di trovare rapidamente risposte e suggerimenti a diversi problemi di management, i più diversi. Ed in più, è una fonte per far “sfoggio” di una preparazione che a volte appare semplicemente didascalica (vari lavori in ordine temporale) ma che il più delle volte diventa tecnico-culturale. Queste poche riflessioni per sottolineare che organizzare una biblioteca, come evidenziato anche nell’articolo del link, non è certamente solo un problema estetico. La conoscenza va organizzata e archiviata, se si desidera che non vada dispersa.

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