A lasciarci questa volta è stato David Garvin. Chi ogni tanto ha seguito le mie riflessioni su temi di management avrà sicuramente colto quanto io abbia sempre apprezzato avuto i risultati delle ricerche condotte da Garvin e i suoi suggerimenti. Sempre attento ai temi emergenti ha sempre offerto un contributo costruttivo e spesso arricchente. Si ricordano, solo per citare alcuni dei suoi contributi, tre libri che hanno caratterizzato l’evoluzione del management: Managing Quality (1988) Learning in Action (2000), Rethinking the Mba: Business Education at the Crossroads (2010) e la sua harvardiana nota didattica “Scenario Planning” (2006), per me fulminante nelle sue conseguenze sulle mie attività di studio: l’ipercompetizione ha trovato una sua precisa collocazione tra i megatrend che caratterizzeranno lo scenario prospettico.

Vorrei anche ricordare, sempre sul tema della learning organization, due articoli apparsi su Harvard Business Review: Building a Learning Organization (Hbr, July-August 1993) e quindici anni dopo il suo follow-up Is your a learning organization? (Hbr, March 2008), scritto con A. Edmondson-F. Gino. E da ultimo come non citare un più recente articolo dedicato ad un’arte che un manager efficace deve conoscere e praticare: The art of giving and receiving Advice (Hbr, Jan.-Febr.2015).

Come ci ricorda Sarah Cliffe nell’articolo pubblicato in suo ricordo su Harvard Business Review (Reflecting on David Garvin Imprint on Management, Hbr-May 2017), lui è stato uno splendido e preparato generalista, sempre disponibile a svolgere, anche nella veste di mentore, un ruolo attivo su numerosi team di ricerca.